Inquinamento

Inquinamento atmosferico in Italia: dati, limiti e consigli

Che cosa sono PM10, PM2,5, NO2 e ozono, cosa dicono i dati 2025 sulla qualità dell'aria in Italia e come respirare meno smog ogni giorno.

Skyline di una città avvolta da una foschia calda e luminosa
Indice
  1. Che cos'è l'inquinamento atmosferico
  2. Da dove arriva lo smog
  3. Inquinamento atmosferico in Italia: i dati del 2025
  4. Limiti di legge e valori consigliati dall'OMS
  5. Gli effetti sulla salute
  6. Come ridurre l'esposizione ogni giorno
  7. Domande frequenti

L'inquinamento atmosferico è una presenza silenziosa nella vita di ogni giorno: non sempre si vede, ma lo respiriamo in città, lungo le strade trafficate e, d'inverno, anche nei paesi dove si accendono molte stufe. La buona notizia è che in Italia l'aria è migliorata rispetto a dieci o vent'anni fa; quella meno buona è che i valori restano lontani da quelli che l'Organizzazione mondiale della sanità considera sicuri. Qui trovi, in modo semplice, che cosa sono le polveri sottili e gli altri inquinanti, che cosa dicono i dati più recenti e che cosa puoi fare per ridurre la tua esposizione.

Che cos'è l'inquinamento atmosferico

Si parla di inquinamento dell'aria quando nell'atmosfera sono presenti sostanze in quantità tali da poter danneggiare la salute o l'ambiente. Tra gli inquinanti più seguiti dalle stazioni di monitoraggio delle agenzie ambientali ci sono questi quattro:

  • PM10: particelle con diametro uguale o inferiore a 10 micron, cioè molto più sottili di un capello;
  • PM2,5: la frazione ancora più fine, uguale o inferiore a 2,5 micron;
  • biossido di azoto (NO2): un gas legato in gran parte ai processi di combustione, in particolare a quelli dei motori;
  • ozono (O3): non viene emesso direttamente, ma si forma nell'aria con il sole e il caldo, a partire da altri inquinanti; per questo è un problema soprattutto estivo.

Secondo l'Istituto superiore di sanità, il particolato è classificato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) come cancerogeno di gruppo 1 per l'uomo. Le polveri, inoltre, possono trasportare altre sostanze nocive, come metalli e idrocarburi policiclici aromatici.

Da dove arriva lo smog

Le fonti principali sono note. L'Istituto superiore di sanità indica il traffico veicolare come la causa più importante quasi ovunque, seguito dal riscaldamento domestico, che pesa soprattutto al Nord, dove sono diffuse piccole caldaie e stufe, spesso a biomassa e a basso rendimento. Anche l'industria ha un ruolo rilevante sulla qualità dell'aria urbana, in particolare nelle regioni settentrionali.

Poi c'è il meteo, che non produce inquinanti ma decide quanto restano vicino a noi. Nelle giornate invernali di alta pressione, con poco vento e inversione termica, l'aria ristagna e le polveri si accumulano. È il motivo per cui il bacino padano, chiuso tra Alpi e Appennini, è da anni tra le aree più critiche. A queste fonti si aggiungono episodi naturali, come le polveri desertiche che a volte arrivano dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

Inquinamento atmosferico in Italia: i dati del 2025

Il quadro più aggiornato è quello del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, che ha diffuso i dati sulla qualità dell'aria nel 2025. In sintesi:

  • per il PM10 il valore limite annuale di 40 µg/m³ è stato rispettato in tutte le regioni, mentre quello giornaliero (50 µg/m³, da non superare per più di 35 giorni l'anno) è stato rispettato nel 92% delle stazioni. Le criticità restano nel bacino padano, nell'agglomerato di Napoli e Caserta e nella Valle del Sacco, in provincia di Frosinone;
  • per il PM2,5 il limite annuale di 25 µg/m³ è stato rispettato su quasi tutto il territorio, con livelli medi scesi di circa il 14% rispetto alla media 2015-2024;
  • per il biossido di azoto il limite annuale è stato rispettato nel 99% delle stazioni, con superamenti limitati a punti vicini a grandi arterie stradali nelle aree di Milano, Genova, Napoli, Catania e Palermo;
  • per l'ozono i livelli restano superiori agli obiettivi di legge in gran parte del Paese e nell'estate 2025 si sono registrati diffusi superamenti della soglia di informazione.

Anche sul lungo periodo il trend è positivo, ma più lento della media europea. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, tra il 2005 e il 2022 in Italia i decessi prematuri attribuibili al PM2,5 sono diminuiti del 32%, contro una media europea del 45%, e la Pianura Padana continua ad avere problemi persistenti di qualità dell'aria.

Limiti di legge e valori consigliati dall'OMS

Rispettare la legge non significa respirare aria del tutto pulita. Nel 2021 l'OMS ha pubblicato nuove linee guida sulla qualità dell'aria, molto più severe dei limiti in vigore in Europa. L'Unione europea ha quindi approvato una nuova direttiva, la 2024/2881, che abbassa i valori limite a partire dal 2030 per avvicinarsi alle indicazioni dell'OMS. La tabella mette a confronto i numeri principali, come riportati dall'agenzia ambientale dell'Emilia-Romagna.

InquinanteLimite UE attualeLimite UE dal 2030Linea guida OMS
PM10, media annuale40 µg/m³20 µg/m³15 µg/m³
PM10, media giornaliera50 µg/m³ (max 35 giorni l'anno)45 µg/m³ (max 18 giorni l'anno)45 µg/m³ (max 3 giorni l'anno)
PM2,5, media annuale25 µg/m³10 µg/m³5 µg/m³
NO2, media annuale40 µg/m³20 µg/m³10 µg/m³

Il confronto spiega perché, anche con i limiti attuali quasi ovunque rispettati, il lavoro da fare resta molto: per PM2,5 e biossido di azoto i nuovi valori europei sono pari alla metà, o anche meno, di quelli in vigore oggi.

Gli effetti sulla salute

L'OMS stima che l'esposizione all'inquinamento dell'aria causi ogni anno circa 7 milioni di morti premature nel mondo. Le particelle più piccole sono le più insidiose: PM10 e PM2,5 possono arrivare in profondità nei polmoni e il PM2,5 può passare anche nel sangue, con effetti soprattutto sul cuore e sull'apparato respiratorio.

Negli adulti le conseguenze più comuni sono le malattie ischemiche del cuore e l'ictus; nei bambini si osservano una crescita ridotta della funzione polmonare, più infezioni respiratorie e un peggioramento dell'asma. Sono più esposti al rischio le persone con malattie croniche come asma, BPCO e malattie cardiache, gli anziani, i bambini e le donne in gravidanza. Se rientri in uno di questi gruppi, il tuo medico può darti indicazioni personalizzate per i giorni più critici.

Come ridurre l'esposizione ogni giorno

Non possiamo scegliere l'aria della città in cui viviamo, ma qualche abitudine aiuta davvero a respirarne meno di quella peggiore:

  • controlla i bollettini: le agenzie regionali per l'ambiente pubblicano ogni giorno i dati delle centraline. L'indice europeo della qualità dell'aria, calcolato ogni ora per oltre 3.500 stazioni, divide la situazione in sei categorie e per ognuna dà consigli alla popolazione generale e ai gruppi più sensibili;
  • scegli il percorso: se cammini, corri o vai in bicicletta, preferisci parchi e strade secondarie alle grandi arterie, dove il biossido di azoto è più alto;
  • pianifica lo sport all'aperto: nei giorni in cui le centraline segnalano valori elevati, scegli attività meno intense o spostale in un altro momento;
  • fai la tua parte: lasciare l'auto a casa per i tragitti brevi, tenere in ordine caldaie e stufe e preferire apparecchi efficienti riduce le emissioni proprio nel luogo in cui vivi.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra PM10 e PM2,5?

Dipende dalla dimensione delle particelle. Il PM10 comprende le polveri fino a 10 micron, il PM2,5 solo quelle fino a 2,5 micron. Entrambe possono arrivare in profondità nei polmoni, ma il PM2,5 può passare anche nel sangue.

In quali zone d'Italia l'aria è più inquinata?

Secondo i dati 2025, le criticità per il PM10 si concentrano nel bacino padano, nell'area di Napoli e Caserta e nella Valle del Sacco; per il biossido di azoto nei punti più trafficati di alcune grandi città.

Perché lo smog peggiora d'inverno?

Perché alle emissioni del traffico si sommano quelle del riscaldamento e perché alta pressione, poco vento e inversione termica impediscono agli inquinanti di disperdersi.

L'ozono è un problema solo in estate?

È soprattutto estivo, perché si forma con il sole e le alte temperature. Nell'estate 2025 la soglia di informazione è stata superata in molte zone del Paese.

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