Emissioni di gas serra, ISPRA stima un calo dell'1,5% nel 2026

Le emissioni di gas serra in Italia dovrebbero diminuire dell'1,5% nel 2026 rispetto al 2025, mentre il prodotto interno lordo cresce dello 0,8%. È la stima diffusa il 21 ottobre 2026 dall'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, elaborata sui dati disponibili fino al secondo trimestre dell'anno.
Il calo più forte nell'industria
Secondo l'Istituto, la riduzione più consistente riguarda il settore industriale, con emissioni climalteranti in calo del 7,7%. A pesare è soprattutto il minor consumo di carbone per la produzione di energia termoelettrica. Diminuiscono anche le emissioni legate alla produzione di energia (-1,4%) e al riscaldamento (-1,2%, in linea con i consumi di gas naturale).
Più lento il cambiamento nei trasporti, dove la riduzione stimata è appena dello 0,2%: il minor uso di gasolio per autotrazione è stato in parte compensato dall'aumento dei consumi di benzina. Per agricoltura e gestione dei rifiuti l'ISPRA non prevede scostamenti rilevanti rispetto all'anno precedente.
Rinnovabili oltre il 42% della domanda elettrica
La stima contiene anche un dato sull'elettricità. Nel periodo considerato la richiesta di energia elettrica è cresciuta del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025 ed è stata coperta per il 42,8% da fonti rinnovabili, per il 41,1% da fonti non rinnovabili e per il 16,2% dal saldo con l'estero.
Per la presidente di ISPRA e SNPA, Maria Alessandra Gallone, i numeri confermano un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di gas serra. L'Istituto, però, considera il calo un primo segnale da consolidare: per centrare gli obiettivi climatici europei e nazionali servono ancora impegno, continuità e investimenti.
Va ricordato che si tratta di una stima trimestrale, cioè di una previsione basata sui dati parziali dell'anno e non del bilancio definitivo del 2026.
Fonti ISPRA, Adnkronos, Il Giornale dell'Ambiente



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