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Istat, Rapporto Bes 2026: caldo persistente record, 75 giorni

Sole basso e abbagliante dietro i rami di un albero in una giornata calda

Nel 2026 l'Italia ha vissuto la stagione di caldo persistente più lunga dall'inizio della serie dell'indicatore usato dall'Istat, nel 1991: 75 giorni. È uno dei dati del dominio Ambiente del Rapporto Bes 2026 sul benessere equo e sostenibile, pubblicato dall'Istituto nazionale di statistica il 26 ottobre, che mette insieme segnali positivi, come la crescita delle rinnovabili, e problemi ancora aperti, come le perdite delle reti idriche.

Caldo record e periodi senza pioggia

L'indice di durata dei periodi di caldo, calcolato con dati provvisori aggiornati al 15 settembre, raggiunge 75 giorni nel 2026, 38 in più rispetto al 2025, e supera nettamente il precedente picco del 2003, che era di 59 giorni. Il valore non indica 75 giorni consecutivi di temperature estreme, ma la somma dei periodi di caldo prolungato. Sul fronte della siccità, il numero massimo di giorni consecutivi senza pioggia è sceso a 18 nel 2025, contro una media di 24 nel periodo 1991-2020, con forti differenze tra le regioni: in Sardegna si è arrivati a 53 giorni e in Sicilia a 41.

Acqua dispersa e rifiuti

Resta critico lo stato delle reti idriche. Nel 2024, secondo dati provvisori, le reti comunali di distribuzione hanno disperso 3,4 miliardi di metri cubi di acqua potabile, il 42,5% di quella immessa in rete, praticamente come nel 2022 (42,4%). In media si tratta di 155 litri al giorno per abitante. I rifiuti urbani sono saliti a 29,9 milioni di tonnellate, pari a 508 chili per abitante, mentre la quota conferita in discarica è scesa al 14,8%, contro il 31,5% del 2014.

Più rinnovabili e aria in lento miglioramento

Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,7% del consumo interno lordo di elettricità, il valore più alto della serie storica. La qualità dell'aria migliora, ma nello stesso anno la concentrazione di PM2,5 ha superato i 10 microgrammi per metro cubo nel 72,9% delle misurazioni valide. Nei capoluoghi di provincia il verde urbano disponibile è in media di 33,7 metri quadrati per abitante, 1,6 in più rispetto al 2014.

Fonti Istat, Rapporto Bes 2026 - Ambiente, MeteoWeb, greenMe

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