COP17 chiusa a Yerevan, la prossima sarà in Ecuador nel 2028

Si è chiusa a Yerevan, in Armenia, la COP17, la conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità iniziata il 19 ottobre e in programma fino al 30 ottobre 2026. Dopo due settimane di trattative, quasi 200 Paesi hanno approvato ai tempi supplementari i testi principali, con l'obiettivo di riportare sulla buona strada l'impegno a fermare la perdita di natura entro il 2030. Alla chiusura dei lavori è stato anche scelto il Paese che ospiterà il prossimo vertice: l'Ecuador, nel 2028.
Il primo bilancio degli obiettivi al 2030
La conferenza era la prima verifica globale del Quadro di Kunming-Montreal, il patto approvato nel dicembre 2022 che fissa 23 obiettivi da raggiungere entro il 2030. Tra questi c'è la protezione del 30% delle terre e dei mari, uno dei traguardi su cui molti Paesi sono ancora indietro, insieme alla riduzione dell'inquinamento e ai fondi per la conservazione nei Paesi più poveri. Il testo finale chiede un aumento delle azioni sulle cause principali della perdita di biodiversità. Al momento dell'approvazione i documenti definitivi non erano ancora disponibili.
Il nodo dei finanziamenti
Il tema più discusso è stato quello delle risorse. Secondo il Segretariato della Convenzione sulla diversità biologica, alla chiusura del segmento ministeriale, il 28 ottobre, erano stati annunciati oltre 1,8 miliardi di dollari di nuovi fondi per la natura, tra impegni pubblici, multilaterali e iniziative con i privati. Una cifra lontana dal fabbisogno: il divario annuale per la conservazione è stimato in circa 700 miliardi di dollari. L'Unione europea ha chiesto che anche le grandi economie emergenti, come la Cina, contribuiscano ai finanziamenti.
Prossima tappa in Ecuador
Con un voto segreto tra le delegazioni, l'Ecuador ha prevalso sul Panama e ospiterà nel 2028 la COP18 sulla biodiversità. Le conferenze della Convenzione si tengono ogni due anni, mentre quelle sul clima sono annuali. Il governo ecuadoriano prevede l'arrivo di delegazioni da oltre 190 Paesi.
Fonti Convenzione sulla diversità biologica (ONU), AFP / The Manila Times, Ministero dell'Ambiente e dell'Energia dell'Ecuador



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