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Otto nuovi siti Natura 2000 in alto mare: protetto il 31% della zona ecologica italiana

Veduta aerea del mare blu al largo, acque aperte del Mediterraneo

Il mare italiano guadagna nuove tutele lontano dalla costa. Con il decreto ministeriale n. 269 del 1° settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre, sono stati istituiti otto nuovi siti della rete Natura 2000 in alto mare: sei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e due Zone di Protezione Speciale (ZPS). Alcuni titoli hanno parlato di «sei nuove aree», ma l'elenco ufficiale comprende otto siti.

Dove si trovano i nuovi siti

Le aree si trovano oltre il limite delle acque territoriali, ma all'interno della Zona di Protezione Ecologica (ZPE) italiana. Sono il Banco di Santa Lucia, al largo di Livorno; il complesso dei monti sottomarini Ulisse-Doria-Janua, tra Mar Ligure e Tirreno settentrionale; la parte nord del monte sottomarino delle Baronie, al largo della Sardegna orientale; il complesso dei monti sottomarini Sisifo-Tiro-Enarete, a nord della Sicilia; la dorsale sottomarina di Paola, davanti alla Calabria occidentale; il Tirreno centrale, tra Sardegna, Campania e Sicilia; il Mare Sinis Iglesiente, a ovest della Sardegna, e il Mare Nurra, a nord-ovest dell'isola.

Cosa si vuole proteggere

I siti sono stati individuati ai sensi delle direttive europee Habitat e Uccelli per la conservazione della tartaruga marina Caretta caretta, degli uccelli marini e di habitat profondi, tra cui il coralligeno e le zone con emissioni gassose dal fondale. L'area del Tirreno centrale è dedicata in particolare alla tutela della tartaruga marina. La proposta era passata da una consultazione pubblica chiusa il 31 gennaio 2025, preparata sulla base di una valutazione tecnico-scientifica a cui ha contribuito l'ISPRA.

Il traguardo del 31%

Con le nuove designazioni, la superficie protetta all'interno della ZPE italiana sale al 31%. La Strategia europea per la biodiversità chiede di proteggere almeno il 30% dei mari entro il 2030. Secondo il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, i nuovi siti «rafforzano in modo concreto l'azione di tutela dell'alto mare» e avvicinano l'Italia all'obiettivo europeo.

Il dato del 31% riguarda la Zona di Protezione Ecologica, non l'insieme di tutte le acque italiane. Con questi siti, come indicato già nella fase di consultazione, l'obiettivo è completare la rete Natura 2000 oltre il limite delle acque territoriali, in mare aperto.

Fonti ANSA, ISPRA, Quotidiano di Sicilia

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