Simboli del riciclo sulle confezioni: cosa significano
Frecce che girano in tondo, sigle come PET 1 o PAP 20, un cerchio verde con due frecce intrecciate: sulle confezioni che portiamo a casa ogni giorno compaiono…

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Frecce che girano in tondo, sigle come PET 1 o PAP 20, un cerchio verde con due frecce intrecciate: sulle confezioni che portiamo a casa ogni giorno compaiono molti segni diversi, e non sempre è facile capire quale simbolo riciclo dica davvero dove buttare l'imballaggio. Alcuni sono obbligatori per legge, altri sono volontari, altri ancora non hanno nulla a che vedere con la riciclabilità. In questa guida mettiamo ordine: che cosa prevede l'etichettatura ambientale in Italia, come si leggono i codici dei materiali e che cosa significano i simboli più diffusi.
L'etichettatura ambientale obbligatoria in Italia
Con il decreto legislativo 116 del 2020, che ha recepito le direttive europee 2018/851 e 2018/852, l'Italia ha introdotto l'obbligo di etichettatura ambientale per gli imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale. Le modalità sono state precisate dalle linee guida adottate dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica con il decreto n. 360 del 28 settembre 2022, che riprendono i contenuti delle linee guida predisposte dal CONAI e pubblicate sul portale etichetta-conai.com.
In pratica, per gli imballaggi destinati al consumatore finale l'etichetta deve indicare due cose: la codifica identificativa del materiale, secondo il sistema europeo, e le indicazioni per la raccolta. Per gli imballaggi destinati alle imprese è richiesta la sola codifica del materiale. L'obbligo è pienamente operativo dal 1° gennaio 2023. Le informazioni possono essere fornite anche tramite canali digitali, come app, QR code o siti web, purché sulla confezione sia indicato come accedervi: una soluzione utile per gli imballaggi molto piccoli.
Molte etichette riportano anche la frase «Verifica le disposizioni del tuo Comune». Non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata, ed è un promemoria prezioso: il codice dice di che materiale è fatto l'imballaggio, ma il contenitore giusto dipende dal sistema di raccolta scelto dal proprio Comune.
I codici dei materiali: come leggere sigle e numeri
La codifica dei materiali deriva dalla Decisione 97/129/CE della Commissione europea, che dal 1997 stabilisce un sistema di identificazione per i materiali di imballaggio. Ogni materiale ha una sigla e un numero, spesso racchiusi in un triangolo di frecce. I numeri sono raggruppati per famiglia: da 1 a 19 le plastiche, da 20 a 39 carta e cartone, da 40 a 49 i metalli, da 50 a 59 il legno, da 60 a 69 i tessili, da 70 a 79 il vetro, da 80 in poi i materiali compositi.
| Famiglia | Codice | Materiale |
|---|---|---|
| Plastica | PET 1 | Polietilentereftalato (ad esempio bottiglie di acqua e bibite) |
| Plastica | HDPE 2 | Polietilene ad alta densità |
| Plastica | PVC 3 | Cloruro di polivinile |
| Plastica | LDPE 4 | Polietilene a bassa densità |
| Plastica | PP 5 | Polipropilene |
| Plastica | PS 6 | Polistirolo |
| Carta e cartone | PAP 20 / 21 / 22 | Cartone ondulato / cartone non ondulato / carta |
| Metalli | FE 40 / ALU 41 | Acciaio / alluminio |
| Legno | FOR 50 / FOR 51 | Legno / sughero |
| Tessili | TEX 60 / TEX 61 | Cotone / juta |
| Vetro | GL 70 / 71 / 72 | Vetro incolore / verde / marrone |
| Compositi | C/PAP 81, C/PAP 84 | Carta e cartone con plastica; carta e cartone con plastica e alluminio |
Per i compositi la sigla è formata dalla lettera C seguita dall'abbreviazione del materiale prevalente. Quando un imballaggio è fatto di più componenti separabili a mano, come una bottiglia di vetro con tappo in acciaio ed etichetta in carta, ogni componente può riportare il proprio codice: GL 71 sul corpo, FE 40 sul tappo, PAP 22 sull'etichetta. È il segnale che conviene separare le parti prima di buttarle.
Il ciclo di Möbius: riciclabile o riciclato?
Il simbolo più famoso è il ciclo di Möbius, il triangolo di tre frecce che si inseguono. Come spiegano le linee guida dell'Istituto Italiano Imballaggio sull'etichettatura ambientale, è un'asserzione ambientale auto-dichiarata, regolata dalla norma internazionale ISO 14021: è chi la appone a esserne responsabile, senza una verifica di un ente terzo. Senza numeri indica che l'imballaggio è riciclabile; se all'interno o accanto compare una percentuale, indica invece la quota di materiale riciclato contenuto nell'imballaggio.
Attenzione a non confonderlo con il codice del materiale. Il CONAI, nelle sue risposte alle domande frequenti sull'etichettatura, precisa che i codici identificativi della Decisione 97/129 non vanno inseriti all'interno del ciclo di Möbius: i codici servono agli obblighi di etichettatura ambientale, mentre il Möbius è una dichiarazione sulla riciclabilità o sul contenuto riciclato.
Punto verde e altri simboli che non dicono dove buttare
Il punto verde, il cerchio con due frecce intrecciate, una chiara e una scura, è spesso scambiato per un simbolo di riciclabilità. In realtà è un marchio registrato, nato in Germania con il nome di Der Grüne Punkt e concesso in licenza a livello europeo, che attesta l'adesione del produttore a un sistema nazionale di recupero e riciclo degli imballaggi. Non dice di che materiale sia fatta la confezione, né in quale contenitore vada conferita.
Lo stesso vale per altri segni frequenti: l'omino che getta un rifiuto nel cestino invita a non disperdere l'imballaggio nell'ambiente, ma non indica la raccolta corretta. I marchi di compostabilità, invece, sono utili per l'umido: un sacchetto o un imballaggio certificato compostabile secondo la norma UNI EN 13432 può andare nell'organico, se il Comune lo prevede.
Le novità europee in arrivo
Il quadro è destinato a cambiare. Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi prevede un'etichettatura armonizzata in tutta l'Unione, basata su pittogrammi comuni. Come spiega il portale del CONAI, l'etichettatura attuale può essere mantenuta fino all'11 agosto 2028, quando sarà sostituita dal nuovo sistema europeo, ancora in fase di definizione. Fino ad allora, i codici della Decisione 97/129 e le indicazioni di raccolta restano il riferimento principale per i consumatori italiani.
Domande frequenti
Che cosa significa il simbolo riciclo con il numero dentro?
Il numero con la sigla, spesso racchiuso in un triangolo di frecce, è il codice del materiale secondo la Decisione 97/129/CE: per esempio 1 indica il PET, 5 il polipropilene, 20 il cartone ondulato, 41 l'alluminio. Dice di che cosa è fatto l'imballaggio, non necessariamente dove va buttato nel tuo Comune.
Il ciclo di Möbius significa che l'imballaggio è riciclabile?
Senza percentuale, il ciclo di Möbius indica che l'imballaggio è dichiarato riciclabile; con una percentuale, indica la quota di materiale riciclato contenuto. È un'asserzione auto-dichiarata secondo la norma ISO 14021.
Il punto verde vuol dire che la confezione è riciclabile?
No. Il punto verde indica che il produttore aderisce a un sistema di recupero degli imballaggi. Per sapere dove buttare la confezione bisogna leggere il codice del materiale e le indicazioni di raccolta.
E se l'imballaggio non ha nessuna etichetta?
Le informazioni potrebbero essere disponibili tramite canali digitali, come un QR code o un sito indicato sulla confezione. Se manca tutto, è utile affidarsi al materiale riconoscibile e alle indicazioni del servizio rifiuti del proprio Comune.


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