Spiaggia sicura e pulita: cosa controllare prima del bagno
Qualità delle acque di balneazione, bandiere, correnti di ritorno e sole: le verifiche da fare per scegliere una spiaggia sicura e pulita.

Indice
- Come si capisce se l'acqua di una spiaggia è pulita
- Quanto è pulito il mare italiano secondo i dati
- Le bandiere in spiaggia e il servizio di salvataggio
- Correnti di ritorno: come riconoscerle e cosa fare
- Sole in spiaggia: come proteggersi
- Una spiaggia pulita dipende anche da chi la frequenta
- Domande frequenti
Scegliere una spiaggia non è solo una questione di sabbia fine e acqua trasparente. Prima di stendere l'asciugamano conviene sapere se l'acqua è controllata e di che qualità è, che cosa dicono le bandiere esposte dal servizio di salvataggio, come comportarsi con le correnti e con il sole. Sono poche verifiche, quasi tutte gratuite e veloci, che aiutano a godersi il mare con più tranquillità, per sé e per i bambini.
Come si capisce se l'acqua di una spiaggia è pulita
In Italia, come nel resto dell'Unione europea, le acque di balneazione sono controllate secondo la direttiva 2006/7/CE. Durante la stagione balneare vengono prelevati campioni secondo un calendario fissato in anticipo e si cercano due batteri: Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Sono i parametri usati in tutta Europa perché possono segnalare un rischio di malattie per chi fa il bagno.
Sulla base dei risultati, ogni tratto di costa riceve una delle quattro classi previste: eccellente, buona, sufficiente o scarsa. La classificazione non dipende da un singolo prelievo, ma da una serie di dati raccolti in quattro anni. Per questo un'acqua può essere classificata eccellente e, in un giorno particolare, risultare temporaneamente non idonea: quando un campione supera i valori limite scatta un divieto temporaneo di balneazione per l'area interessata.
Lo stato di ogni punto di balneazione si può consultare sul Portale Acque del Ministero della Salute, dove vengono caricati i dati della stagione in corso, la classe di qualità e le eventuali chiusure. Anche diverse Regioni rimandano a questi dati dalle proprie pagine sulla balneazione.
Quanto è pulito il mare italiano secondo i dati
Il quadro generale è buono. Nella stagione 2025, secondo i dati dell'Agenzia europea dell'ambiente ripresi da ISPRA, l'Italia ha comunicato 5.535 acque di balneazione: 4.972 sono risultate di qualità eccellente, cioè quasi nove su dieci, 340 buone, 104 sufficienti e 72 scarse, mentre 47 non erano ancora classificate. Il riepilogo ISPRA sulla qualità delle acque di balneazione riporta anche il dato europeo: dei circa 22.200 siti monitorati nell'Unione, il 96% rispetta almeno i requisiti minimi e solo l'1,5% è classificato scarso.
Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, a livello europeo circa l'85% dei siti, compresi quelli di Albania e Svizzera, ha raggiunto la classe eccellente. Le acque costiere dell'Unione fanno meglio di laghi e fiumi: 88% di siti eccellenti contro il 78% delle acque interne. L'Agenzia segnala inoltre che sta migliorando la valutazione delle fioriture di cianobatteri, che in alcune condizioni possono essere dannose per la salute e per l'ambiente.
Questi numeri dicono che, in generale, fare il bagno nelle spiagge controllate è sicuro. Non sostituiscono però i cartelli e le ordinanze locali, che riportano la situazione del momento.
Le bandiere in spiaggia e il servizio di salvataggio
Nelle spiagge sorvegliate il servizio di salvataggio usa bandiere colorate per indicare le condizioni del mare. I segnali possono variare da una località all'altra: un esempio è lo schema indicato dalla Regione Emilia-Romagna per la sua costa.
| Segnale | Che cosa indica | Che cosa fare |
|---|---|---|
| Bandiera bianca | Mare calmo e servizio di salvataggio attivo | Si può fare il bagno, restando nelle zone sorvegliate |
| Bandiera rossa | Mare pericoloso o meteo avverso, balneazione sconsigliata | Meglio restare a riva, anche se si sa nuotare bene |
| Doppia bandiera rossa | Servizio di salvataggio temporaneamente sospeso | Non fare il bagno: nessuno potrebbe intervenire in tempo |
| Cartello di divieto temporaneo | Acqua non idonea dopo un controllo | Non entrare in acqua fino alla revoca del divieto |
Altre buone abitudini sono semplici: non perdere mai di vista i bambini quando entrano in acqua, mangiare leggero, bere molta acqua ed evitare gli alcolici sotto il sole. In caso di emergenza il numero da chiamare è il 112.
Correnti di ritorno: come riconoscerle e cosa fare
Le correnti di ritorno sono flussi d'acqua che dalla riva si dirigono verso il largo. Il pericolo maggiore è lottare contro di esse: chi si sente trascinato tende a nuotare con tutte le forze verso la spiaggia, controcorrente, e anche un buon nuotatore si stanca in fretta.
Le indicazioni del servizio meteorologico nazionale statunitense sulle correnti di ritorno sono chiare e valgono per qualsiasi mare:
- mantenere la calma e risparmiare le energie, senza lottare contro la corrente;
- nuotare parallelamente alla riva per uscire dal flusso;
- una volta liberi, tornare verso la spiaggia in diagonale, lontano dalla corrente;
- se non si riesce a uscire, galleggiare o restare a galla con calma finché la corrente non si indebolisce;
- se non si riesce a raggiungere la riva, attirare l'attenzione agitando le braccia e chiamando aiuto.
Sole in spiaggia: come proteggersi
In spiaggia alla radiazione ultravioletta diretta si aggiunge quella riflessa. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, la sabbia asciutta riflette circa il 15% dei raggi UV e la schiuma del mare circa il 25%. Anche l'ombrellone aiuta, ma non blocca tutti i raggi.
Le indicazioni dell'ISS sull'esposizione ai raggi UV si possono riassumere così:
- evitare il sole nelle ore più calde, tra le 10 e le 14;
- prendere precauzioni quando l'indice UV supera 3;
- usare una crema con fattore di protezione di almeno 15 e riapplicarla ogni due ore e dopo ogni bagno;
- indossare cappello a falda larga, occhiali da sole ad alta protezione e, se serve, una maglietta;
- proteggere con particolare attenzione i bambini, più vulnerabili degli adulti.
La crema serve a proteggersi quando l'esposizione non si può evitare, non a restare più a lungo al sole. In caso di scottature estese, febbre o malessere dopo una giornata al mare è bene sentire il medico.
Una spiaggia pulita dipende anche da chi la frequenta
La qualità di una spiaggia non riguarda solo l'acqua. A livello europeo è stato fissato un valore di riferimento: perché una spiaggia sia in buono stato ambientale dovrebbero esserci meno di 20 rifiuti ogni 100 metri di costa. I monitoraggi sulle spiagge italiane hanno trovato valori molto più alti, con mediane di centinaia di oggetti ogni 100 metri.
Il contributo di ciascuno è facile: riportare a casa i propri rifiuti, compresi mozziconi e piccoli imballaggi, usare i contenitori della raccolta differenziata quando ci sono e lasciare al loro posto conchiglie, sassi e accumuli di foglie di posidonia, che proteggono la costa dall'erosione. Una spiaggia curata è anche più sicura, perché si riducono vetri, plastiche e oggetti taglienti nella sabbia.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se in una spiaggia si può fare il bagno?
Il Portale Acque del Ministero della Salute riporta per ogni punto di balneazione la classe di qualità e gli eventuali divieti temporanei. In spiaggia vanno sempre letti i cartelli e le ordinanze del Comune.
Che differenza c'è tra classe di qualità e divieto temporaneo?
La classe (eccellente, buona, sufficiente o scarsa) si basa sui dati di quattro anni. Il divieto temporaneo scatta quando un controllo supera i valori limite e riguarda l'area interessata.
Si può fare il bagno con la bandiera rossa?
La bandiera rossa indica mare pericoloso o meteo avverso e la balneazione è sconsigliata. Con la doppia bandiera rossa il salvataggio è sospeso: è meglio non entrare in acqua.
Che cosa fare se una corrente mi trascina al largo?
Non nuotare contro la corrente: resta calmo, nuota parallelo alla riva e poi rientra in diagonale. Se non ci riesci, galleggia e chiedi aiuto agitando le braccia.



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