Casa sana

Umidità in casa: valori ideali, cause e come ridurla

Qual è l'umidità ideale in casa, da dove arriva il vapore, come misurarlo con un igrometro e le abitudini quotidiane che aiutano a ridurlo.

Finestra a ghigliottina bianca aperta per far cambiare l'aria in casa
Indice
  1. Qual è l'umidità ideale in casa
  2. Perché l'umidità in eccesso fa male alla casa e alla salute
  3. Da dove viene il vapore: le cause più comuni
  4. Come misurare l'umidità in casa
  5. Come ridurre l'umidità in casa ogni giorno
  6. Quando l'aria è troppo secca
  7. Domande frequenti

L'umidità in casa è uno di quei fattori che si notano solo quando qualcosa non va: vetri appannati al mattino, un angolo del soffitto che si scurisce, il bucato che non asciuga mai. Tenerla sotto controllo non serve solo a proteggere muri e mobili, ma anche a vivere in un ambiente più sano e confortevole. In questa guida vediamo quali sono i valori di riferimento, da dove arriva il vapore, come misurarlo e quali abitudini aiutano a ridurlo senza spendere molto.

Qual è l'umidità ideale in casa

Quando si parla di umidità in casa si intende quasi sempre l'umidità relativa, cioè la quantità di vapore acqueo presente nell'aria rispetto al massimo che l'aria potrebbe contenere a quella temperatura. Si esprime in percentuale: l'aria calda può trattenere più vapore di quella fredda, per questo la stessa quantità d'acqua dà valori diversi in una stanza riscaldata e in una camera fredda.

Il riferimento più citato in Italia è quello indicato dall'ENEA, che nelle sue linee guida per l'inverno ricorda come il valore ideale in casa sia compreso tra il 40% e il 60%. Restare in questo intervallo aiuta a sentirsi a proprio agio anche con il termostato a temperature moderate e limita le condizioni che favoriscono condensa e muffa.

Perché l'umidità in eccesso fa male alla casa e alla salute

Un'umidità troppo alta e costante non è solo una questione estetica. Secondo le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità dedicate a umidità e muffe, chi vive in edifici umidi o ammuffiti ha un rischio fino al 75% più alto di sintomi respiratori e asma. Nello stesso documento l'OMS stima che nei Paesi europei sviluppati circa il 13% dei casi di asma infantile possa essere legato a case umide e che in molti Paesi dell'Unione tra il 20% e il 30% delle famiglie abbia problemi di umidità.

Il motivo è semplice: l'aria molto umida favorisce la proliferazione di acari e funghi, che liberano nell'ambiente spore e sostanze irritanti. Come riassume la scheda di EpiCentro dell'Istituto superiore di sanità sulle linee guida OMS, i segnali da non sottovalutare sono la condensa sulle superfici, la crescita di muffa con il suo odore tipico e i danni da infiltrazioni d'acqua, anche passati. Se in casa ci sono persone con asma, allergie o altri disturbi respiratori, è bene parlarne con il medico curante.

Da dove viene il vapore: le cause più comuni

Gran parte dell'umidità che si accumula negli ambienti nasce dalla vita di tutti i giorni. Cucinare, fare la doccia, stendere il bucato in casa e perfino respirare liberano vapore acqueo. Se le stanze sono poco aerate, quel vapore resta nell'aria e, quando incontra una superficie fredda, si trasforma in goccioline: è la condensa.

Le zone più a rischio sono quelle in cui il muro è più freddo del resto della stanza: gli angoli delle pareti esterne, i contorni delle finestre, le pareti dietro armadi e letti appoggiati al muro. Sono i cosiddetti ponti termici, punti in cui il calore si disperde più facilmente.

Esistono però anche cause che non dipendono dalle abitudini. L'umidità di risalita sale dal terreno attraverso le murature, soprattutto ai piani terra e nei seminterrati, e di solito lascia macchie e sali nella parte bassa delle pareti. Le infiltrazioni arrivano invece da tetti, terrazzi, grondaie o tubazioni danneggiate. In questi casi aerare aiuta poco: serve l'intervento di un tecnico che individui e ripari l'origine del problema.

Come misurare l'umidità in casa

Per capire se l'umidità in casa è davvero troppo alta non bastano le impressioni: lo strumento giusto è l'igrometro, spesso abbinato a un termometro in un piccolo apparecchio digitale. Qualche accorgimento rende la misura più affidabile:

  • posizionalo lontano da finestre, termosifoni, fornelli e dalla porta del bagno;
  • controlla più stanze, perché camera da letto, cucina e bagno possono avere valori molto diversi;
  • annota i valori in momenti diversi della giornata, per esempio al risveglio e la sera;
  • osserva l'andamento per qualche giorno prima di decidere se intervenire.

Un valore alto subito dopo la doccia o mentre si cucina è normale. Diventa un segnale da considerare quando resta sopra il 60% per gran parte della giornata, soprattutto nei mesi freddi.

SegnaleCosa può indicareCosa fare
Vetri appannati al mattinoVapore accumulato durante la notteAprire le finestre per pochi minuti al risveglio e asciugare i vetri
Macchie scure negli angoli altiCondensa su ponti termiciAerare con regolarità, staccare i mobili dal muro, sentire un tecnico
Macchie e sali in basso sui muriPossibile umidità di risalitaFar valutare la muratura da un professionista
Aloni dopo la pioggiaPossibile infiltrazioneControllare tetto, terrazzo, grondaie e tubazioni
Bucato che non asciuga e odore di chiusoUmidità alta e poco ricambio d'ariaStendere all'aperto quando possibile e aerare la stanza

Come ridurre l'umidità in casa ogni giorno

La prima regola è il ricambio d'aria. Meglio aprire le finestre spesso e per poco tempo che lasciarle socchiuse per ore: così si rinnova l'aria senza raffreddare troppo muri e arredi. La scheda OMS riportata da EpiCentro suggerisce di aprire le finestre almeno due o tre volte al giorno, mentre l'ENEA, nelle indicazioni per le aule scolastiche, consiglia di aprire le finestre per almeno 5 minuti, più volte al giorno. Un criterio che funziona bene anche in casa.

Altre abitudini semplici fanno la differenza:

  • in cucina usa la cappa e cuoci con il coperchio quando possibile;
  • in bagno accendi l'aspiratore, se c'è, o apri la finestra dopo la doccia e tieni chiusa la porta finché il vapore non è uscito;
  • stendi il bucato all'aperto o in una stanza ben aerata, non in camera da letto;
  • lascia qualche centimetro tra i mobili e le pareti esterne, perché l'aria possa circolare;
  • rimuovi subito le prime macchie di muffa e ripara crepe e piccole perdite.

Se nonostante queste attenzioni i valori restano alti per lunghi periodi, un deumidificatore può aiutare, soprattutto in cantine, taverne o stanze poco esposte al sole. Va visto però come un supporto, non come una soluzione alle cause: se c'è un'infiltrazione o una risalita, l'umidità tornerà finché non viene risolto il problema alla fonte.

Quando l'aria è troppo secca

Anche il problema opposto esiste. In inverno, con il riscaldamento acceso a lungo, l'umidità può scendere sotto il 40%, uscendo dall'intervallo di comfort indicato dall'ENEA. In questi casi l'ambiente può risultare meno confortevole. Prima di comprare un umidificatore conviene verificare con l'igrometro che i valori siano davvero bassi e non esagerare con la temperatura dei termosifoni. Se si usa un umidificatore, va pulito spesso e tenuto sotto controllo, per non riportare l'umidità oltre il 60%.

Domande frequenti

Qual è l'umidità giusta in camera da letto?

Vale lo stesso intervallo indicato per il resto della casa, tra il 40% e il 60%. In camera da letto conviene aerare al risveglio, perché durante la notte la respirazione aumenta il vapore nell'ambiente.

Un'umidità del 70% in casa è troppa?

Sì, se il valore resta stabile per buona parte della giornata è sopra l'intervallo consigliato. È il momento di aumentare il ricambio d'aria, controllare le fonti di vapore e, se serve, valutare un deumidificatore.

Le piante aumentano l'umidità in casa?

Le piante cedono all'aria parte dell'acqua delle annaffiature, così come i sottovasi pieni. Se l'umidità è già alta, annaffia senza eccedere ed evita di lasciare acqua ferma nei sottovasi.

Come capire se la muffa dipende dalla condensa o da un'infiltrazione?

La muffa da condensa compare di solito negli angoli freddi, dietro i mobili e attorno alle finestre, e peggiora in inverno. Aloni che si allargano dopo la pioggia o macchie solo nella parte bassa dei muri fanno pensare a infiltrazioni o risalita: in questi casi serve il parere di un tecnico.

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