Riciclo

Olio esausto: dove si butta e come raccoglierlo in casa

Perché l'olio di frittura non va nel lavandino, come raccoglierlo in bottiglia, dove portarlo e che cosa diventa dopo la raccolta.

Frittelle dorate che friggono nell'olio bollente dentro un grande wok
Indice
  1. Che cos'è l'olio esausto e perché non va nel lavandino
  2. Olio esausto: dove si butta, in pratica
  3. Come raccogliere l'olio usato in casa
  4. Quali oli si raccolgono e quali no
  5. Che cosa diventa l'olio raccolto
  6. Piccole abitudini che fanno la differenza
  7. Domande frequenti

L'olio esausto è quello che resta in padella dopo una frittura, sul fondo della teglia o nei barattoli di tonno e carciofini sott'olio. Sembra poca cosa, ma se finisce nel lavandino crea problemi alle tubature, ai depuratori e all'acqua. Raccolto nel modo giusto, invece, diventa una materia prima utile. Ecco cosa sapere per gestirlo bene in casa, senza complicazioni.

Che cos'è l'olio esausto e perché non va nel lavandino

Con il termine olio esausto si indicano gli oli e i grassi vegetali e animali usati per cucinare o per conservare i cibi: l'olio di semi della frittura, l'olio d'oliva rimasto in padella, lo strutto, l'olio dei sottoli. Una volta usati non tornano più in cucina e diventano un rifiuto da raccogliere a parte.

Versarlo nello scarico è l'errore più comune. L'olio non si mescola con l'acqua: si attacca alle pareti delle tubature e, insieme ad altri residui, contribuisce a intasarle. Arrivato nella rete fognaria rende più difficile il lavoro dei depuratori. Se raggiunge fiumi, laghi o mare forma in superficie una pellicola sottile che ostacola il passaggio dell'ossigeno nell'acqua, con danni per piante e animali. Secondo il Comune di Novara, che spiega ai cittadini la raccolta degli oli esausti, un chilo di olio può inquinare una superficie d'acqua di 1.000 metri quadrati.

Olio esausto: dove si butta, in pratica

La regola generale è semplice: l'olio usato non va nel lavandino, nel WC, nell'umido o nell'indifferenziato, ma nei punti di raccolta dedicati. Le modalità cambiano da Comune a Comune, quindi conviene controllare il calendario o l'app del proprio gestore dei rifiuti. Le soluzioni più diffuse sono tre:

  • centri di raccolta comunali (chiamati anche isole o stazioni ecologiche), dove di norma si trova un contenitore per gli oli vegetali;
  • contenitori stradali dedicati, presenti in diverse città accanto agli altri cassonetti;
  • contenitori nei supermercati o in altri luoghi frequentati, come scuole e mercati, dove il Comune ha stretto accordi con il gestore e con il consorzio.

Un esempio di quest'ultima formula è il protocollo firmato l'11 novembre 2025 da Roma Capitale, AMA e CONOE: secondo il comunicato del consorzio sull'accordo per la raccolta a Roma, i contenitori vengono collocati nelle aree dei supermercati aderenti e la stima è di oltre 3 milioni di litri di olio esausto dalle cucine delle famiglie romane.

Come raccogliere l'olio usato in casa

Per non sporcare e non fare fatica basta organizzarsi con un contenitore fisso. Le indicazioni dei gestori sono molto simili tra loro:

  1. lascia raffreddare l'olio prima di travasarlo: maneggiare olio caldo è pericoloso;
  2. versalo, aiutandoti con un imbuto, in una bottiglia di plastica, per esempio quella dell'acqua minerale; alcuni gestori chiedono espressamente di non usare il vetro;
  3. aggiungi l'olio poco alla volta, dopo ogni frittura o ogni barattolo di sottoli, e tieni la bottiglia ben chiusa;
  4. quando è piena, portala al punto di raccolta senza svuotarla: di solito si conferisce la bottiglia intera, chiusa.

Quali oli si raccolgono e quali no

Nel contenitore per gli oli vegetali vanno solo gli oli e i grassi alimentari. Gli oli minerali, come quelli del motore o i lubrificanti, sono un'altra cosa e non vanno mescolati: per questi conviene chiedere al proprio centro di raccolta comunale.

Tipo di olio o grassoNella raccolta degli oli vegetali?Cosa fare
Olio di frittura (semi, oliva, arachide)SìRaffreddato, in bottiglia di plastica chiusa
Olio rimasto in padella o in tegliaSìVersato nella stessa bottiglia
Olio di tonno, carciofini, acciughe, funghi sott'olioSìScolato dal barattolo o dalla scatoletta
Strutto e grassi animali di cotturaSìRaccolti nel contenitore, se il gestore li accetta
Olio motore e lubrificantiNoDa non mescolare: chiedi al centro di raccolta
Qualsiasi olio nel lavandino o nel WCMaiSempre nella raccolta dedicata

Che cosa diventa l'olio raccolto

L'olio vegetale esausto non è un rifiuto da eliminare, ma una risorsa da recuperare. In Italia uno dei soggetti che se ne occupano è il CONOE, il consorzio nazionale per la raccolta e il trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti. Come riporta la pagina del consorzio dedicata alla normativa, il CONOE è nato con il decreto legislativo 22 del 1997 (il cosiddetto decreto Ronchi), è stato costituito il 1° ottobre 1998 e oggi fa riferimento all'articolo 233 del decreto legislativo 152 del 2006, il Testo unico ambientale.

Dopo la raccolta, l'olio viene portato agli impianti di rigenerazione. Secondo i dati del consorzio riportati da Renewable Matter sui risultati della raccolta nel 2025, l'anno scorso sono state raccolte 82.125 tonnellate di oli vegetali esausti, oltre il 98% è stato avviato a rigenerazione industriale, soprattutto per produrre biodiesel, e sono state evitate oltre 235.000 tonnellate di CO2 equivalente. Sempre secondo il consorzio, il 62% degli oli esausti deriva dai consumi domestici e il 38% da attività come ristorazione, industria alimentare e artigianato.

Piccole abitudini che fanno la differenza

Gestire bene l'olio usato richiede pochi gesti. Qualche abitudine aiuta a farlo senza pensarci:

  • scola bene i sottoli prima di lavare i barattoli: l'olio va nella bottiglia, il vetro o la latta nella raccolta del materiale giusto;
  • non versare l'olio nell'umido o nell'indifferenziato: il suo posto è la raccolta dedicata;
  • segnati il punto di raccolta più vicino, così la bottiglia piena non resta in casa per settimane;
  • se hai dubbi, consulta il sito o l'app del gestore dei rifiuti del tuo Comune, che indica dove si trovano i contenitori.

Sono gesti semplici, ma moltiplicati per milioni di cucine evitano scarichi intasati, aiutano i depuratori e trasformano un rifiuto in energia.

Domande frequenti

Posso buttare nel lavandino una piccola quantità di olio?

No. Anche poco olio, sommato a quello di tutti gli altri, si deposita nelle tubature e arriva ai depuratori. Meglio raccoglierlo sempre nella bottiglia dedicata, anche quando si tratta di pochi cucchiai.

L'olio del tonno in scatola va raccolto?

Sì. L'olio dei prodotti sott'olio, come tonno, acciughe, funghi o carciofini, è un olio alimentare esausto e va nella stessa bottiglia dell'olio di frittura.

Si può usare una bottiglia di vetro?

Meglio di no. In genere si usano bottiglie di plastica ben chiuse, e alcuni gestori chiedono espressamente di evitare il vetro. Le regole precise dipendono dal tuo Comune.

Dove trovo il punto di raccolta più vicino?

Nel sito, nel calendario o nell'app del gestore dei rifiuti del tuo Comune. Di solito l'olio si porta al centro di raccolta comunale, ai contenitori stradali dedicati o ai contenitori presenti in alcuni supermercati.

Cosa succede all'olio dopo la raccolta?

Viene trattato negli impianti di rigenerazione e usato soprattutto per produrre biodiesel. Secondo il consorzio, nel 2025 oltre il 98% dell'olio raccolto è stato avviato a rigenerazione industriale.

Condividi:FacebookWhatsAppEmail

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!

Lascia un commento

Non verrà pubblicata.

Partner Romania 175