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COP17 a Yerevan, primo bilancio degli obiettivi sulla biodiversità

Prato verde con una montagna sullo sfondo in Armenia

È in corso a Yerevan, in Armenia, la COP17, la diciassettesima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica. I lavori si sono aperti il 19 ottobre 2026 e proseguono fino al 30 ottobre. È il primo grande appuntamento in cui i Paesi verificano, tutti insieme, a che punto sono con il Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal, l'accordo adottato nel 2022.

Che cosa prevede l'accordo del 2022

Il Quadro di Kunming-Montreal fissa 23 obiettivi globali da raggiungere entro il 2030. Il più noto è il cosiddetto "30x30": proteggere e gestire in modo efficace il 30% delle terre emerse, delle acque interne e delle aree costiere e marine. L'accordo chiede anche di ripristinare gli ecosistemi degradati.

Il primo bilancio: meno della metà degli obiettivi in linea

Alla vigilia della conferenza, il 15 ottobre, le Nazioni Unite hanno presentato il rapporto "State of Biodiversity Action", la prima valutazione mondiale dei progressi. I numeri mostrano un impegno diffuso ma ancora insufficiente:

  • quasi il 90% delle 196 Parti della Convenzione ha fissato obiettivi nazionali sulla biodiversità;
  • circa il 60% ha preparato strategie e piani d'azione nazionali;
  • oltre il 70% ha consegnato i rapporti nazionali;
  • meno della metà degli obiettivi nazionali valutati risulta però sulla buona strada.

Anche sul fronte del 30x30 il rapporto segnala un ritardo: gli impegni presentati finora dai Paesi restano ben al di sotto del traguardo di conservare il 30% delle terre e dei mari entro il 2030.

Che cosa si discute a Yerevan

Al centro dei negoziati ci sono il riesame globale, i finanziamenti per la natura e il modo di accelerare l'attuazione degli impegni nei quattro anni che mancano al 2030. In parallelo si svolgono le riunioni legate al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza e al Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la condivisione dei benefici.

Fonti Convenzione sulla diversità biologica (CBD), Commissione europea, Down To Earth

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